Orgogliosa di essere ITALIANA auspico un nuovo Risorgimento

Pubblico un articolo scritto lo scorso 16 Settembre:

Non so se voi come me siete rimasti scandalizzati dalla notizia che una delle ultime trovate del sedicente Ministro DISTRUZIONE PUBBLICA (non è un refuso, ma una scrittura del tutto intenzionale) è stata l’abolizione del Latino dai programmi di studio del Liceo Scientifico. A mio parere si tratta solo dell’ultimo di una serie di provvedimenti criminali, purtroppo indice di risoluzioni prese a monte, da gruppi di potere molto più grandi del ministrucolo col look da segretaria d’azienda. Quando questo sciagurato governo doveva insediarsi il progetto era già chiaro nella mente dei pochi (e secondo me insospettabili) oligarchi di cui Maria Star rappresenta la ‘longa manus’: per schiacciare definitivamente le vere risorse del Popolo Italiano ed asservirlo con irrimediabile sicurezza ad un Potere Occulto (ma neanche tanto occulto) di ordine superiore era necessario osare, spingersi fino al punto in cui i passati governi, in obbedienza all’atavica tradizione della ‘prudenza democristiana’, connaturata al carattere dell’Italiano medio, non erano arrivati. Si poteva pure chiudere un occhio di fronte all’andazzo generale, a quel sottile lassismo che permeava il mondo dell’Istruzione, inquinando sottilmente ma inesorabilmente il buon esito di uno dei compiti più delicati di una Nazione nei confronti dei suoi figli, l’educazione delle future generazioni. L’importante era però che ‘sulla carta’ non si rinnegasse un sistema che avrebbe avuto tutte le carte in regola (se correttamente applicato) per risultare realmente competitivo. Ora però gli ispiratori occulti devono essersi chiesti: ma a che scopo continuare a mantenere in vita un ordinamento ben concepito, col rischio che a qualche folle venga in mente la tentazione di applicarlo alla lettera? Vi è appunto il rischio che qualche cavia riesca a sfuggire al meccanismo di controllo e, sulla base di quello spirito critico che, ahinoi!, viene plasmato da un ordinamento scolastico completo, che oltre che al calcolo bruto prepari il giovane anche alla riflessione politica, nel momento in cui questi viene a contatto con le grandi Civiltà del Passato, il giovane che abbia avuto questo contatto del tutto fortuito fomenti una per nulla auspicabile Rivoluzione contro il potere coercitivo delle coscienze esercitato dal Grande Fratello (non solo quello di orwelliana memoria, ma anche la grottesca parodia che purtroppo ha avvinghiato nelle sue maglie milioni di ingenui telespettatori italiani). Dunque, in obbedienza al principio della sterile ‘efficienza’, tagliamo il superfluo. Il Liceo Scientifico intende proporsi come palestra per i futuri Ingegneri, Fisici, Chimici, Matematici? Cosa se ne fanno questi del Latino se gli articoli scientifici ormai si scrivono solo in Inglese? A cosa serve loro conoscere Cicerone, Seneca, Plauto, Fedro, se in futuro si occuperanno di congegnare un efficientissimo sistema di trasmissione dati via web oppure un raffinatissimo piano di investimento finanziario? Perché è a questo che devono servire… Devono essere Tecnici da comandare, non Uomini, dotati di capacità critiche. Ai tecnici puoi chiedere di progettare un sofisticatissimo congegno detonatore, senza che necessariamente si chiedano se hai intenzione di usare quel detonatore per farli saltare in aria: ad un Uomo invece non puoi chiederlo. Rischieresti che volesse essere messo a conoscenza dell’uso che intendi farne e che di conseguenza si rifiutasse di collaborare alla realizzazione. Certo puoi sempe cercarne un altro, ma se questa eventualità non si verifica hai comunque risparmiato una perdita di tempo. E’ a questa finalità che mira tutta la serie di provvedimenti presi per la Riforma DISTRUZIONE.

Ora io, da MATEMATICO che ha alle spalle una solida preparazione classica (di cui vado fiera!) mi permetto di sollevare una ferma protesta contro questo andazzo che giudico criminale. E’ vero che la sempre maggiore frenesia del progresso tecnologico impone un rinnovamento dei sistemi scolastici, ma tale rinnovamento non va condotto in direzione di una opacizzazione delle specifiche peculiarità che rendevano il nostro sistema competitivo: non dimentichiamo che il progresso della tecnologia americana si nutre dei cervelli europei, che in percentuale cospicua in buona sostanza sono cervelli Italiani. Noi abbiamo avuto Fermi, Maiorana, Meucci, Levi Montalcini, Rubbia, i poco conosciuti ma non meno importanti De Giorgi e Fichera (fra i più grandi matematici del Novecento) e le loro conquiste hanno contribuito a cambiare il mondo. Persino il primo telefono cellulare è stato prodotto in Italia. Ciò dimostra che il Popolo Italiano dovrebbe andare orgoglioso del suo Ingegno, promuoverlo e raffinarlo, non soffocarlo. Ma il Popolo Italiano è un Popolo vivace, esuberante, che esprime il meglio di sè in condizioni estreme, e si nutre, oltre che dello sterile profitto, anche e soprattutto dell’alimento principale dell’anima: la creatività. Se gli si consegnano le chiavi per un arricchimento interiore se ne otterrà un ritorno anche dal punto di vista più eminentemente ‘pratico’. E’ sbagliato il principio seguito ormai da decenni in base al quale bisogna banalizzare i programmi per consentire a tutti il conseguimento del ‘pezzo di carta’ finale. Come è infatti successo, si rischia di produrre solo un esercito di disoccupati con un livello di istruzione (che si presume) alto. Bisogna invece inculcare in tutti il concetto che tra un laureato ed un operaio non esiste nessuna differenza sul piano umano: che sono ambedue Uomini, i quali hanno operato scelte di vita diverse, ma hanno il medesimo diritto ad essere fieri ciascuno della propria. Quindi promuoviamo un sistema scolastico che fin dai primi segmenti induca i giovani a conoscere il proprio passato, ad esserne fieri, ad impegnarsi per emularlo, ognuno secondo le proprie specifiche attitudini: in una sola parola formiamo prima di tutto degli Uomini. E per farlo, dobbiamo necessariamente fornire loro degli insegnamenti che vengono dalla Cultura Classica. Leggendo le Opere e i Giorni di Esiodo o le Bucoliche di Virgilio, un giovane imparerà che non è disdicevole dedicarsi con impegno all’Agricoltura e desidererà acquisire anche gli strumenti tecnici per una migliore riuscita nella sua impresa. In quel momento nascerà il Tecnico, che molto probabilmente riuscirà ad acquisire anche una capacità operativa competitiva di ordine superiore. In quel modo si avrà anche un ritorno positivo per la nostra economia. Lo stesso vale per il Turismo, lo Spettacolo, l’Arte, l’Industria e tutte le grandi potenzialità dei settori produttivi Italiani.

In merito all’atavica questione della ‘inutilità’ delloo studio del Latino in vista di una formazione scientifica, mi permetto di segnalare la fertilissima proposta di un Grande Matematico Italiano: Giuseppe Peano agli inizi del Novecento aveva teorizzato l’introduzione di un nuovo linguaggio di comunicazione fra Matematici e scienziati in genere, il Latino sine flexione. Si trattava di un Latino semplificato, con pochi casi e una consecutio schematica, che avrebbe consentito una comunicazione scientifica rigorosa.

Riflettiamo su tutto questo e, soprattutto, contro i criminali provvedimenti della talpa con gli occhiali e di chi la manovra alle spalle, rispondiamo con un nuovo Risorgimento: un Risorgimento Culturale degno del Risorgimento Politico di cui dovremmo con maggiore rispetto celebrare i grandi frutti.

NON SMETTERò MAI DI ESSERE ORGOGLIOSA DI DIRMI   I T A L I A N A,  ANCHE SE SONO CONTROCORRENTE, PER RISPETTO DELLA MEMORIA DEI PATRIOTI CHE ANCHE PER ME HANNO DATO LA VITA: INSIEME AL POVERO MAMELI CHE MORIVA DICIANNOVENNE DETTANDO IL NOSTRO INNO GRIDERò SEMPRE ALLA MIA ITALIA CHE MI CHIAMA: Sì!!!!!!!!!!!!!!

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E adesso?

E’ successo. Quello che noi tutti Italiani onesti paventavamo è successo. E la chirurgica precisione con cui il tutto si è svolto lascia un sapore amaro in bocca, nello sgomento dell’incredulità. Si ha un bel dire che, malgrado una fiducia risicata e conquistata a suon di ‘esborsi’ di varia natura, questo Governo è ormai finito. Intanto il Cavaliere siede ancora a Palazzo Chigi, con la tronfia sicurezza che proviene dall’orrenda consapevolezza di una realtà sulla quale noi tutti dovremmo dolorosamente riflettere: il Potere Economico conquista l’impunità. Una impunità che non è solo giuridica, come nel suo caso, ma anche e soprattutto MORALE. E’ questa la maggiore sconfitta del fronte avverso. Aver perso l’opportunità di spezzare questa tragica catena di ricatti e compromessi, concedendo a chi tale catena ha forgiato con perizia e pazienza certosine, la possibilità di dimostrare OPERATIVAMENTE che ormai è così: che IL COMPROMESSO REGNA SOVRANO, che NON ESISTONO PIU’ IDEALI, che NON ESISTE PIU’ UNA INTEGRITA’ MORALE e che pari al debosciato ubriacone che si abbrutisce nel vizio e poltrisce nell’ozio di una lurida taverna è il rappresentante del Popolo Italiano, che  per il biblico ‘piatto di lenticchia’ vende la primogenitura. E non importa che sieda in questo o in quello degli scranni di Monte Citorio o Palazzo Madama. Ovunque è lo stesso principio di asservimento ad un potere che sta ben al di sopra di Berlusconi, di cui il Cavaliere è soltanto un temporaneo quanto fortunato ‘utilizzatore finale’: un asservimento al potere del Denaro, che annienta le coscienze e manipola le scelte e le decisioni. Si ha un bel dire che è assurdo che il sostegno ad un governo di corrotti e corruttori sia giunto proprio dalle file di chi sulla carta denuncia la corruzione: se chi ha tradito siede in un consesso parlamentare al solo scopo di usufruire delle prebende e dei vergognosi privilegi della Casta, perché dovrebbe essere sensibile al richiamo della coerenza e dell’onestà sacrificando le proprie possibilità di guadagno? Tanto più che gli si concedono gli escamotage teorici del senso di responsabilità nei confronti della nazione in crisi economica. Mi permettete un francesismo? STRONZATE!!!! Se veramente si avesse a cuore il bene della Nazione Italiana non la si coprirebbe di fango e di sdegno. Si considererebbe che il Parlamento non è un mezzo per assicurarsi una consistente rendita vitalizia e per accedere a tutti i meccanismi sottobanco che permettono un arricchimento facile e cospicuo, ma lo si considererebbe come un Tempio Laico, dove si tracciano le vie del progresso di una Nazione che vanta tre millenni di Storia Onorata. Oggi invece vediamo sventolare il Tricolore da parte di chi quel Tricolore calpesta giorno per giorno e proprio al fianco di chi non perde occasione per un uso del Va Pensiero offensivo proprio nei confronti del suo stesso Eccelso Compositore: chi lo avrebbe detto ad un Patriota come Giuseppe Verdi che la sua meravigliosa melodia sarebbe stata strumentalizzata da rozzi caproni ignoranti che si industriano per distruggere tutti i sacrifici dei Servitori della Patria quale lui è sempre stato?

Se davvero oggi si volesse ONORARE L’ITALIA si avrebbe cura di operare un ‘repulisti’, cacciando prima di tutto dal nobile consesso  parlamentare, ma poi da tutti i quadri dirigenziali, gli inetti di ogni provenienza. Laddove ‘inetto’ non è chi è incapace di lucrare e speculare sul pubblico interesse, ma chi, privo di proprie capacità, non trova di meglio che approfittare del bene comune per fare i propri interessi privati.

Ci si lamenta di Scilipoti, Polidori e degli altri cinque ‘traditori’. Ma se ben ragioniamo, il loro comportamento era del tutto prevedibile. Cosa li differenzia da Berlusconi? Il giro d’affari e il numero di zeri sulle cifre del conto corrente. Per la loro gretta, meschina sensibilità di affaristi è una differenza sostanziale, ma per me non lo è affatto: il principio è lo stesso. VENDERSI AL MIGLIORE OFFERENTE. AVERE UN CONCETTO TALMENTE INFIMO DELLA PROPRIA DIGNITA’ DA ARRIVARE AL PUNTO DI BARATTARLA CON STOMACHEVOLE DISINVOLTURA CON QUALSIASI TORNACONTO MATERIALE. Era prevedibile allora che gente come questa non riuscisse a rimanere insensibile al ‘canto delle sirene’ berlusconiane, perseguendo il proprio lercio tornaconto ad ogni costo.

Continua a sembrare paradossale in un momento in cui la gente invece si trova ad affrontare la mancanza di lavoro, l’aumento dei prezzi, l’instabilità del futuro, ma a mio parere diventa sempre più urgente il richiamo CONCRETO ad una operazione moralizzatrice. Se non ci decidiamo a PRETENDERE che chi ci governa assuma comportamenti moralmente TRASPARENTI, gli effetti della crisi saranno sempre più irrimediabilmente devastanti.

Complimenti per l’abilità manageriale del Presidente, che del resto era ben nota, ma lui non è altro che una rappresentazione macchiettistica di quello che è un sordo male ben più esteso e pericoloso per le sorti della nostra Nazione e, azzarderei, del mondo intero. Nella Storia questo periodo sarà ricordato come l’ETA’ DELL’ACCIDIA, dove chiunque si sente legittimato ad occuparsi della cosa pubblica al solo fine di perseguire il proprio interesse privato. E’ questo cancro che dobbiamo sconfiggere, se vogliamo davvero sopravvivere a noi stessi. Mi piacerebbe tanto se fosse proprio la mia tanto ingiustamente vituperata Italia ad indicare la via per una svolta decisiva. E’ un sogno? Forse. Ma forse arrendersi a considerarlo un sogno è il più grande regalo che possiamo fare a chi si ostina a tenerla in schiavitù con le catene del Male e della Corruzione.

ATTENTI A QUEI DUE!

Malgrado il ‘fermo biologico’ imposto ai “lavori” del nostro Parlamento, è ormai chiaro che ci troviamo di fronte ad una svolta ormai inevitabile, che molti cercano goffamente di procrastinare. Si attende l’arrivo del 14 Dicembre, data scelta per la votazione sulle mozioni di sfiducia al Governo ed intanto si operano i consueti accordi più o meno sfacciatamente sottobanco, le compravendite di consensi, insomma tutte le pratiche consone al ‘modus operandi’ di quella Prima Repubblica che non è mai morta, ma che oggi appare anzi viva e vegeta, se non nei suoi uomini, quanto nelle sue incancrenite procedure. Si contano i voti da ambo le parti, si soppesano su appositi ‘bilancini’ e, ciascuno a suo modo, mette in vendita le proprie ‘mercanzie’.
In questa atmosfera di sospetti e veleni, di accuse di tradimento che rimbalzano dall’uno all’altro dei contendenti, di ciniche manovre sotterranee, il Paese Reale soffre una quantità impressionante di guai, come se il tracollo del sistema trascini in un inevitabile abisso tutto il contesto che al sistema fa da contorno. Protestano (doverosamente!) gli studenti, i Ricercatori, i Professori, ma anche i semplici cittadini per un’assurda Riforma dell’Università, fatta, come del resto tutti i provvedimenti di questo insano Governo, ‘ad usum delphini’, cioè solo per promuovere i soliti interessi economici; protestano (sempre doverosamente!) gli operai della FIOM, cui Marchionne non concede alternative con la pretesa di imporre condizioni lavorative disumane senza alcun possibile contraddittorio, per giunta annullando tutte le norme previste a tutela dei lavoratori dal Contratto Nazionale, sostituito da singoli contratti individuali, che vanno sottoscritti, pena il licenziamento, prendere o lasciare; protesta, infine, con dirompente efficacia, il nostro stesso patrimonio Artistico e Culturale: i ripetuti crolli che stanno riducendo il meraviglioso sito archeologico di Pompei in macerie, testimoniano come la Storia stia urlando a gran voce che la misura è colma.
Quale può essere la soluzione a questo punto? Eliminare Berlusconi? Certamente nell’immediato quella del Cavaliere è la figura in cui si incarna il modello di quello che è un ANDAZZO che va cancellato; ma non illudiamoci che trovando un fantoccio dalle fattezze e dalle abitudini e/o costumi diversi qualcosa possa veramente cambiare. Il vero problema consiste nell’alternativa al Cavaliere.
Oggi Berlusconi e Fini si insultano a vicenda più o meno velatamente, ma lasciano trasparire anche la possibilità di una possibile intesa ‘in extremis’, che possa giungere qualora sui pallottolieri di entrambi appaia con tutta evidenza l’impossibilità di riuscire a prevalere l’uno sull’altro. Ed è questo il problema di entrambi: far quadrare un pallottoliere quanto mai imprevedibile. Fini piace adesso alla Sinistra, ma in virtù di quale principio? Perché dopo sedici anni di governo con Berlusconi si rende conto che quest’ultimo ha anteposto i propri interessi personali al bene del Paese? Ma quale perspicacia e lungimiranza politica! La verità è che la Sinistra, dilaniata da lotte intestine e priva di una concreta linea politica, teme le elezioni. Non dovrebbe temerle, in verità, perché se fosse capace di delineare una concreta strategia di governo che prevedesse un effettivo rilancio dell’economia, le basterebbe un nonnulla per proporsi come alternativa seria e concreta a questo ‘governo del fare’ che, per citare la Litizzetto, (absit iniuria verbis) è stato solo un governo del ‘fare una minchia’. Non che i Governi del C.A.F. facessero molto di più, ma avevano una maggiore dimestichezza con la ‘simulazione’ politica, per cui riuscivano a simulare una inesistente attività ed anzi riuscivano a spacciare per provviddenziali provvedimenti nefasti, presi il più delle volte per curare gli interessi di ‘poteri terzi’ alla politica. Il problema di questo ‘Governo del fare’ è che, essendo venuti a mancare questi capaci intermediari, è costretto a fare da sè, ma far da sè non nell’interesse del Popolo (quando mai gli è stato a cuore?), quanto nel proprio stesso interesse. Ma la sua inesperienza politica gli impedisce di dissimulare e spacciare per sofferta abnegazione in favore della Nazione quella che è in realtà una squallida ricerca del proprio tornaconto. Questa condizione di meschinità garantirebbe ad una qualunque SERIA opposizione il successo in una eventuale competizione elettorale, ma appunto se tale l’opposizione fosse. Invece il compromesso la fa da padrone in tutti i contesti: basta fare politica, non importa da quale parte, che si conquistano prebende, privilegi, tangenti, finanziamenti illeciti, cosicché nessuno può avere la pretesa di ergersi a giudice ‘moralizzatore’ dell’altro. Come dicevano i Latini: Quis custodiat custodes? o, forse, come più incisivamente diceva Nostro Signore Gesù Cristo, CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA… La Sinistra dunque, pudicamente, sente di non avere le carte in regola per proporsi come alternativa, pertanto teme le elezioni, anche perché non saprebbe a quale ‘santo’ votarsi. Nella Sinistra vi sono molteplici ‘anime’. V’è la cattolicissima Bindi, il moderato d’Alema, Bersani Cunctor (temporeggiatore), ma v’è anche l’estremista Vendola che, nell’insipienza generale, riesce a far brillare le proprie tutto sommato non eccelse capacità politiche. Tutte queste anime sembrano suonare un’unica melodia solo nella lotta senza quartiere al ‘berlusconismo’ ma, come è tradizione per la Sinistra Italiana, di fronte ad una concreta sfida propositiva si dividono, in un canto a cappella totalmente disarmonico. La verità è che, non possedendo un preciso indirizzo ideale, oscillano da questa a quella sponda del fiume, lasciandosi trasporatre dalle correnti.
La Destra non si sa bene più come sia costituita. Intanto: la Sinistra è apparentemente la compagine che racchiude i riferimenti ideali delle masse, anche se non mancano esponenti di un ‘capitalismo rampante’ schierati al suo interno. Ma la Destra al giorno d’oggi cos’è? Sicuramente quella che intende Berlusconi è una Destra Ottocentesca: il Capitale che impone alle masse i suoi dictat. In questo panorama Fini come si colloca? Appare solo come una pallida emulazione del più gretto e vile opportunismo democristiano, sulla scorta del motto FORTE CON I DEBOLI, DEBOLE CON I FORTI. Ora si propone come nemico del Grande Immorale Berlusconi, ed in quanto tale spera di carpire il consenso dei moderati onesti (ed è probabile che ci riesca, almeno in qualche misura) ma ben presto, anche chi adesso lo apprezza, si renderà conto che, privo di una sua propria morale, anche Fini può incarnare il Male Assoluto: se il tallone d’achille del Berlusca è la Lussuria, il peccato che caratterizza Fini è la Superbia e, se ben ricordo, mi sa che fu proprio la Superbia a perdere lo sciagurato Lucifero. Così come pare ormai evidente che Berlusconi è smodato nei piaceri sessuali, Fini è smodato nelle sue ambizioni. Così come non possiamo meravigliarci quando Berlusconi utilizza le sue prerogative istituzionali per tirare fuori dai guai una sua amichetta, non potremo in futuro muovere alcuna obiezione se ci renderemo conto che Fini ha usato il consenso popolare per promuovere la propria ascesa politica. In questo Berlusconi ha ragione: l’obiettivo di Fini non è il bene della Nazione, ma molto probabilmente il più prestigioso dei Colli Romani.
Pertanto: ATTENZIONE A FINI!
Ma, anche se il pericolo è forse più velato, vi è un altro ‘soggetto’ cui bisogna prestare attenzione e che, come sempre accade almeno da quaranta anni a questa parte, si pone sempre come farsesca ‘variabile indipendente’: la mosca cocchiera Pannella. A ben vedere nessuna definizione gli è più congeniale. E’ una mosca, quanto a consenso elettorale, ma con un uso spregiudicato, seppur autenticamente ‘politico’ dei sistemi di comunicazione di massa, riesce da quasi otto lustri ad imporre svolte epocali nel costume e nell’opinione pubblica, funzionali ad un preciso quanto sotterraneo processo di disgregazione. Con i suoi sapienti ricatti morali, con la sua sottile propaganda apparentemente liberista, ma in realtà libertaria, con i suoi digiuni, Pannella è riuscito a far passare la legge sul Divorzio, la legge sull’Aborto, e pian piano si sta industriando per far approvare Eutanasia e Matrimoni Omosessuali, con tutto il seguito di provvedimenti collaterali. Lasciando perdere le singole rispettabilissime posizioni su ciascuna delle questioni, mi preme far rilevare come il Marco Nazionale si ponga in ogni circostanza come funzionale ‘ago della bilancia’ per far quadrare i famosi pallottolieri, chiedendo in cambio come contropartita questa o quella concessione nei confronti del proprio ‘pacchetto’ di simil-valori. L’ultima trovata dei Radicali è quella di assoldare il mago Otelma nelle proprie file. Vi invito però a non archiviare in maniera troppo semplicistica quella che può sembrare a prima vista una risibile ‘boutade’. Questa scelta, tenuto conto che il soggetto, lungi dall’essere quel personaggio pittoresco che vuol lasciar credere agli altri di essere, è invece un elemento REALMENTE pericoloso, va guardata con la giusta serietà e con sana apprensione. Un movimento che taccia la Chiesa Cattolica di oscurantismo perché questa è ovviamente contraria ad aborto ed eutanasia, difende l’istituzione del matrimonio e la via naturale al concepimento, nomina quale suo segretario locale un soggetto che AFFIDA AGLI ASTRI LE SORTI DELL’UMANITA’. A parte la ben magra considerazione del personaggio che ci viene dai commenti umoristici sempre riservatigli da Striscia la Notizia, non si può non riconoscere una ben chiara contraddizione. O si persegue l’intento illuminista di rinnegare qualunque riferimento alla dimensione extra-naturale ed in tal caso è legittimo che l’uomo si autogoverni, ritenendo ammissibili tutte le pratiche la cui introduzione è sponsorizzata dai radicali, oppure ci si riconosce nella posizione opposta, nel qual caso risulta quanto meno più sensato riferirsi a modelli che perseguono l’ordine e la difesa della vita, più che altri. Da notare che, contraddizione nella contraddizione, il neo-eletto segretario mago, per festeggiare la nuova carica, bandisce una cena natalizia (!?!) ed invita i sostenitori alla presentazione di un libro sul doloroso ‘caso Welby’. Cosa rappresenta questa se non una sfida? Da Cattolica credente la giudico una sfida nei confronti dell’Ortodossia dei Valori Cristiani, e da intellettuale la considero parimenti una sfida nei confronti della Razionalità. Non accetto in nessun modo che un personaggio come questo, che si appella a convinzioni destituite di qualsivoglia fondamento scientifico, possa essere coinvolto a qualunque titolo nell’agone politico. Sarà anche vero che spesso i politici sono massoni, che si sottopongono a chissà quali aberranti riti propiziatori (ed è plausibile che Pannella abbia operato questa scelta per far leva sulle ‘simpatie’ di un acciaccato Berlusconi: spesso stoltezza e lussuria vanno di pari passo) ma io non accetto che si legittimi tutto questo alla luce del sole! Lo ritengo una pericolosissima concessione ad un modo veramente distorto di operare nell’Agone politico.
Quando torneremo a concepire i Parlamenti (locali e Nazionali) come sedi del confronto di nobili anche se contrapposte pulsioni ideali? quando il Parlamento si plasmerà avendo come modello non solo l’Agorà, ma anche l’Areopago Ateniese piuttosto che le putride corti dell’Ancient Regime prerivoluzionario?
Oggi invece ci siamo rassegnati a subire le più o meno esplicite macchinazioni di individui ugualmente pericolosi, anche se sotto spoglie apparentemente fra loro antitetiche. Personalmente diffido di Fini perché non lo vedo animato da alcun ideale rispettabile, ma temo anche Pannella il cui peso può rivelarsi determinante anche se non ingente, proprio in virtù del fatto che, offendendo la razionalità, utilizza delle armi che hanno grande presa sull’opinione pubblica per perseguire i propri fini dal mio punto di vista non edificanti.
A questo punto non posso che concludere con un invito.
FINI E PANNELLA: ATTENTI A QUEI DUE!!!!