ATTENTI A QUEI DUE!

Malgrado il ‘fermo biologico’ imposto ai “lavori” del nostro Parlamento, è ormai chiaro che ci troviamo di fronte ad una svolta ormai inevitabile, che molti cercano goffamente di procrastinare. Si attende l’arrivo del 14 Dicembre, data scelta per la votazione sulle mozioni di sfiducia al Governo ed intanto si operano i consueti accordi più o meno sfacciatamente sottobanco, le compravendite di consensi, insomma tutte le pratiche consone al ‘modus operandi’ di quella Prima Repubblica che non è mai morta, ma che oggi appare anzi viva e vegeta, se non nei suoi uomini, quanto nelle sue incancrenite procedure. Si contano i voti da ambo le parti, si soppesano su appositi ‘bilancini’ e, ciascuno a suo modo, mette in vendita le proprie ‘mercanzie’.
In questa atmosfera di sospetti e veleni, di accuse di tradimento che rimbalzano dall’uno all’altro dei contendenti, di ciniche manovre sotterranee, il Paese Reale soffre una quantità impressionante di guai, come se il tracollo del sistema trascini in un inevitabile abisso tutto il contesto che al sistema fa da contorno. Protestano (doverosamente!) gli studenti, i Ricercatori, i Professori, ma anche i semplici cittadini per un’assurda Riforma dell’Università, fatta, come del resto tutti i provvedimenti di questo insano Governo, ‘ad usum delphini’, cioè solo per promuovere i soliti interessi economici; protestano (sempre doverosamente!) gli operai della FIOM, cui Marchionne non concede alternative con la pretesa di imporre condizioni lavorative disumane senza alcun possibile contraddittorio, per giunta annullando tutte le norme previste a tutela dei lavoratori dal Contratto Nazionale, sostituito da singoli contratti individuali, che vanno sottoscritti, pena il licenziamento, prendere o lasciare; protesta, infine, con dirompente efficacia, il nostro stesso patrimonio Artistico e Culturale: i ripetuti crolli che stanno riducendo il meraviglioso sito archeologico di Pompei in macerie, testimoniano come la Storia stia urlando a gran voce che la misura è colma.
Quale può essere la soluzione a questo punto? Eliminare Berlusconi? Certamente nell’immediato quella del Cavaliere è la figura in cui si incarna il modello di quello che è un ANDAZZO che va cancellato; ma non illudiamoci che trovando un fantoccio dalle fattezze e dalle abitudini e/o costumi diversi qualcosa possa veramente cambiare. Il vero problema consiste nell’alternativa al Cavaliere.
Oggi Berlusconi e Fini si insultano a vicenda più o meno velatamente, ma lasciano trasparire anche la possibilità di una possibile intesa ‘in extremis’, che possa giungere qualora sui pallottolieri di entrambi appaia con tutta evidenza l’impossibilità di riuscire a prevalere l’uno sull’altro. Ed è questo il problema di entrambi: far quadrare un pallottoliere quanto mai imprevedibile. Fini piace adesso alla Sinistra, ma in virtù di quale principio? Perché dopo sedici anni di governo con Berlusconi si rende conto che quest’ultimo ha anteposto i propri interessi personali al bene del Paese? Ma quale perspicacia e lungimiranza politica! La verità è che la Sinistra, dilaniata da lotte intestine e priva di una concreta linea politica, teme le elezioni. Non dovrebbe temerle, in verità, perché se fosse capace di delineare una concreta strategia di governo che prevedesse un effettivo rilancio dell’economia, le basterebbe un nonnulla per proporsi come alternativa seria e concreta a questo ‘governo del fare’ che, per citare la Litizzetto, (absit iniuria verbis) è stato solo un governo del ‘fare una minchia’. Non che i Governi del C.A.F. facessero molto di più, ma avevano una maggiore dimestichezza con la ‘simulazione’ politica, per cui riuscivano a simulare una inesistente attività ed anzi riuscivano a spacciare per provviddenziali provvedimenti nefasti, presi il più delle volte per curare gli interessi di ‘poteri terzi’ alla politica. Il problema di questo ‘Governo del fare’ è che, essendo venuti a mancare questi capaci intermediari, è costretto a fare da sè, ma far da sè non nell’interesse del Popolo (quando mai gli è stato a cuore?), quanto nel proprio stesso interesse. Ma la sua inesperienza politica gli impedisce di dissimulare e spacciare per sofferta abnegazione in favore della Nazione quella che è in realtà una squallida ricerca del proprio tornaconto. Questa condizione di meschinità garantirebbe ad una qualunque SERIA opposizione il successo in una eventuale competizione elettorale, ma appunto se tale l’opposizione fosse. Invece il compromesso la fa da padrone in tutti i contesti: basta fare politica, non importa da quale parte, che si conquistano prebende, privilegi, tangenti, finanziamenti illeciti, cosicché nessuno può avere la pretesa di ergersi a giudice ‘moralizzatore’ dell’altro. Come dicevano i Latini: Quis custodiat custodes? o, forse, come più incisivamente diceva Nostro Signore Gesù Cristo, CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA… La Sinistra dunque, pudicamente, sente di non avere le carte in regola per proporsi come alternativa, pertanto teme le elezioni, anche perché non saprebbe a quale ‘santo’ votarsi. Nella Sinistra vi sono molteplici ‘anime’. V’è la cattolicissima Bindi, il moderato d’Alema, Bersani Cunctor (temporeggiatore), ma v’è anche l’estremista Vendola che, nell’insipienza generale, riesce a far brillare le proprie tutto sommato non eccelse capacità politiche. Tutte queste anime sembrano suonare un’unica melodia solo nella lotta senza quartiere al ‘berlusconismo’ ma, come è tradizione per la Sinistra Italiana, di fronte ad una concreta sfida propositiva si dividono, in un canto a cappella totalmente disarmonico. La verità è che, non possedendo un preciso indirizzo ideale, oscillano da questa a quella sponda del fiume, lasciandosi trasporatre dalle correnti.
La Destra non si sa bene più come sia costituita. Intanto: la Sinistra è apparentemente la compagine che racchiude i riferimenti ideali delle masse, anche se non mancano esponenti di un ‘capitalismo rampante’ schierati al suo interno. Ma la Destra al giorno d’oggi cos’è? Sicuramente quella che intende Berlusconi è una Destra Ottocentesca: il Capitale che impone alle masse i suoi dictat. In questo panorama Fini come si colloca? Appare solo come una pallida emulazione del più gretto e vile opportunismo democristiano, sulla scorta del motto FORTE CON I DEBOLI, DEBOLE CON I FORTI. Ora si propone come nemico del Grande Immorale Berlusconi, ed in quanto tale spera di carpire il consenso dei moderati onesti (ed è probabile che ci riesca, almeno in qualche misura) ma ben presto, anche chi adesso lo apprezza, si renderà conto che, privo di una sua propria morale, anche Fini può incarnare il Male Assoluto: se il tallone d’achille del Berlusca è la Lussuria, il peccato che caratterizza Fini è la Superbia e, se ben ricordo, mi sa che fu proprio la Superbia a perdere lo sciagurato Lucifero. Così come pare ormai evidente che Berlusconi è smodato nei piaceri sessuali, Fini è smodato nelle sue ambizioni. Così come non possiamo meravigliarci quando Berlusconi utilizza le sue prerogative istituzionali per tirare fuori dai guai una sua amichetta, non potremo in futuro muovere alcuna obiezione se ci renderemo conto che Fini ha usato il consenso popolare per promuovere la propria ascesa politica. In questo Berlusconi ha ragione: l’obiettivo di Fini non è il bene della Nazione, ma molto probabilmente il più prestigioso dei Colli Romani.
Pertanto: ATTENZIONE A FINI!
Ma, anche se il pericolo è forse più velato, vi è un altro ‘soggetto’ cui bisogna prestare attenzione e che, come sempre accade almeno da quaranta anni a questa parte, si pone sempre come farsesca ‘variabile indipendente’: la mosca cocchiera Pannella. A ben vedere nessuna definizione gli è più congeniale. E’ una mosca, quanto a consenso elettorale, ma con un uso spregiudicato, seppur autenticamente ‘politico’ dei sistemi di comunicazione di massa, riesce da quasi otto lustri ad imporre svolte epocali nel costume e nell’opinione pubblica, funzionali ad un preciso quanto sotterraneo processo di disgregazione. Con i suoi sapienti ricatti morali, con la sua sottile propaganda apparentemente liberista, ma in realtà libertaria, con i suoi digiuni, Pannella è riuscito a far passare la legge sul Divorzio, la legge sull’Aborto, e pian piano si sta industriando per far approvare Eutanasia e Matrimoni Omosessuali, con tutto il seguito di provvedimenti collaterali. Lasciando perdere le singole rispettabilissime posizioni su ciascuna delle questioni, mi preme far rilevare come il Marco Nazionale si ponga in ogni circostanza come funzionale ‘ago della bilancia’ per far quadrare i famosi pallottolieri, chiedendo in cambio come contropartita questa o quella concessione nei confronti del proprio ‘pacchetto’ di simil-valori. L’ultima trovata dei Radicali è quella di assoldare il mago Otelma nelle proprie file. Vi invito però a non archiviare in maniera troppo semplicistica quella che può sembrare a prima vista una risibile ‘boutade’. Questa scelta, tenuto conto che il soggetto, lungi dall’essere quel personaggio pittoresco che vuol lasciar credere agli altri di essere, è invece un elemento REALMENTE pericoloso, va guardata con la giusta serietà e con sana apprensione. Un movimento che taccia la Chiesa Cattolica di oscurantismo perché questa è ovviamente contraria ad aborto ed eutanasia, difende l’istituzione del matrimonio e la via naturale al concepimento, nomina quale suo segretario locale un soggetto che AFFIDA AGLI ASTRI LE SORTI DELL’UMANITA’. A parte la ben magra considerazione del personaggio che ci viene dai commenti umoristici sempre riservatigli da Striscia la Notizia, non si può non riconoscere una ben chiara contraddizione. O si persegue l’intento illuminista di rinnegare qualunque riferimento alla dimensione extra-naturale ed in tal caso è legittimo che l’uomo si autogoverni, ritenendo ammissibili tutte le pratiche la cui introduzione è sponsorizzata dai radicali, oppure ci si riconosce nella posizione opposta, nel qual caso risulta quanto meno più sensato riferirsi a modelli che perseguono l’ordine e la difesa della vita, più che altri. Da notare che, contraddizione nella contraddizione, il neo-eletto segretario mago, per festeggiare la nuova carica, bandisce una cena natalizia (!?!) ed invita i sostenitori alla presentazione di un libro sul doloroso ‘caso Welby’. Cosa rappresenta questa se non una sfida? Da Cattolica credente la giudico una sfida nei confronti dell’Ortodossia dei Valori Cristiani, e da intellettuale la considero parimenti una sfida nei confronti della Razionalità. Non accetto in nessun modo che un personaggio come questo, che si appella a convinzioni destituite di qualsivoglia fondamento scientifico, possa essere coinvolto a qualunque titolo nell’agone politico. Sarà anche vero che spesso i politici sono massoni, che si sottopongono a chissà quali aberranti riti propiziatori (ed è plausibile che Pannella abbia operato questa scelta per far leva sulle ‘simpatie’ di un acciaccato Berlusconi: spesso stoltezza e lussuria vanno di pari passo) ma io non accetto che si legittimi tutto questo alla luce del sole! Lo ritengo una pericolosissima concessione ad un modo veramente distorto di operare nell’Agone politico.
Quando torneremo a concepire i Parlamenti (locali e Nazionali) come sedi del confronto di nobili anche se contrapposte pulsioni ideali? quando il Parlamento si plasmerà avendo come modello non solo l’Agorà, ma anche l’Areopago Ateniese piuttosto che le putride corti dell’Ancient Regime prerivoluzionario?
Oggi invece ci siamo rassegnati a subire le più o meno esplicite macchinazioni di individui ugualmente pericolosi, anche se sotto spoglie apparentemente fra loro antitetiche. Personalmente diffido di Fini perché non lo vedo animato da alcun ideale rispettabile, ma temo anche Pannella il cui peso può rivelarsi determinante anche se non ingente, proprio in virtù del fatto che, offendendo la razionalità, utilizza delle armi che hanno grande presa sull’opinione pubblica per perseguire i propri fini dal mio punto di vista non edificanti.
A questo punto non posso che concludere con un invito.
FINI E PANNELLA: ATTENTI A QUEI DUE!!!!

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