E adesso?

E’ successo. Quello che noi tutti Italiani onesti paventavamo è successo. E la chirurgica precisione con cui il tutto si è svolto lascia un sapore amaro in bocca, nello sgomento dell’incredulità. Si ha un bel dire che, malgrado una fiducia risicata e conquistata a suon di ‘esborsi’ di varia natura, questo Governo è ormai finito. Intanto il Cavaliere siede ancora a Palazzo Chigi, con la tronfia sicurezza che proviene dall’orrenda consapevolezza di una realtà sulla quale noi tutti dovremmo dolorosamente riflettere: il Potere Economico conquista l’impunità. Una impunità che non è solo giuridica, come nel suo caso, ma anche e soprattutto MORALE. E’ questa la maggiore sconfitta del fronte avverso. Aver perso l’opportunità di spezzare questa tragica catena di ricatti e compromessi, concedendo a chi tale catena ha forgiato con perizia e pazienza certosine, la possibilità di dimostrare OPERATIVAMENTE che ormai è così: che IL COMPROMESSO REGNA SOVRANO, che NON ESISTONO PIU’ IDEALI, che NON ESISTE PIU’ UNA INTEGRITA’ MORALE e che pari al debosciato ubriacone che si abbrutisce nel vizio e poltrisce nell’ozio di una lurida taverna è il rappresentante del Popolo Italiano, che  per il biblico ‘piatto di lenticchia’ vende la primogenitura. E non importa che sieda in questo o in quello degli scranni di Monte Citorio o Palazzo Madama. Ovunque è lo stesso principio di asservimento ad un potere che sta ben al di sopra di Berlusconi, di cui il Cavaliere è soltanto un temporaneo quanto fortunato ‘utilizzatore finale’: un asservimento al potere del Denaro, che annienta le coscienze e manipola le scelte e le decisioni. Si ha un bel dire che è assurdo che il sostegno ad un governo di corrotti e corruttori sia giunto proprio dalle file di chi sulla carta denuncia la corruzione: se chi ha tradito siede in un consesso parlamentare al solo scopo di usufruire delle prebende e dei vergognosi privilegi della Casta, perché dovrebbe essere sensibile al richiamo della coerenza e dell’onestà sacrificando le proprie possibilità di guadagno? Tanto più che gli si concedono gli escamotage teorici del senso di responsabilità nei confronti della nazione in crisi economica. Mi permettete un francesismo? STRONZATE!!!! Se veramente si avesse a cuore il bene della Nazione Italiana non la si coprirebbe di fango e di sdegno. Si considererebbe che il Parlamento non è un mezzo per assicurarsi una consistente rendita vitalizia e per accedere a tutti i meccanismi sottobanco che permettono un arricchimento facile e cospicuo, ma lo si considererebbe come un Tempio Laico, dove si tracciano le vie del progresso di una Nazione che vanta tre millenni di Storia Onorata. Oggi invece vediamo sventolare il Tricolore da parte di chi quel Tricolore calpesta giorno per giorno e proprio al fianco di chi non perde occasione per un uso del Va Pensiero offensivo proprio nei confronti del suo stesso Eccelso Compositore: chi lo avrebbe detto ad un Patriota come Giuseppe Verdi che la sua meravigliosa melodia sarebbe stata strumentalizzata da rozzi caproni ignoranti che si industriano per distruggere tutti i sacrifici dei Servitori della Patria quale lui è sempre stato?

Se davvero oggi si volesse ONORARE L’ITALIA si avrebbe cura di operare un ‘repulisti’, cacciando prima di tutto dal nobile consesso  parlamentare, ma poi da tutti i quadri dirigenziali, gli inetti di ogni provenienza. Laddove ‘inetto’ non è chi è incapace di lucrare e speculare sul pubblico interesse, ma chi, privo di proprie capacità, non trova di meglio che approfittare del bene comune per fare i propri interessi privati.

Ci si lamenta di Scilipoti, Polidori e degli altri cinque ‘traditori’. Ma se ben ragioniamo, il loro comportamento era del tutto prevedibile. Cosa li differenzia da Berlusconi? Il giro d’affari e il numero di zeri sulle cifre del conto corrente. Per la loro gretta, meschina sensibilità di affaristi è una differenza sostanziale, ma per me non lo è affatto: il principio è lo stesso. VENDERSI AL MIGLIORE OFFERENTE. AVERE UN CONCETTO TALMENTE INFIMO DELLA PROPRIA DIGNITA’ DA ARRIVARE AL PUNTO DI BARATTARLA CON STOMACHEVOLE DISINVOLTURA CON QUALSIASI TORNACONTO MATERIALE. Era prevedibile allora che gente come questa non riuscisse a rimanere insensibile al ‘canto delle sirene’ berlusconiane, perseguendo il proprio lercio tornaconto ad ogni costo.

Continua a sembrare paradossale in un momento in cui la gente invece si trova ad affrontare la mancanza di lavoro, l’aumento dei prezzi, l’instabilità del futuro, ma a mio parere diventa sempre più urgente il richiamo CONCRETO ad una operazione moralizzatrice. Se non ci decidiamo a PRETENDERE che chi ci governa assuma comportamenti moralmente TRASPARENTI, gli effetti della crisi saranno sempre più irrimediabilmente devastanti.

Complimenti per l’abilità manageriale del Presidente, che del resto era ben nota, ma lui non è altro che una rappresentazione macchiettistica di quello che è un sordo male ben più esteso e pericoloso per le sorti della nostra Nazione e, azzarderei, del mondo intero. Nella Storia questo periodo sarà ricordato come l’ETA’ DELL’ACCIDIA, dove chiunque si sente legittimato ad occuparsi della cosa pubblica al solo fine di perseguire il proprio interesse privato. E’ questo cancro che dobbiamo sconfiggere, se vogliamo davvero sopravvivere a noi stessi. Mi piacerebbe tanto se fosse proprio la mia tanto ingiustamente vituperata Italia ad indicare la via per una svolta decisiva. E’ un sogno? Forse. Ma forse arrendersi a considerarlo un sogno è il più grande regalo che possiamo fare a chi si ostina a tenerla in schiavitù con le catene del Male e della Corruzione.

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2 pensieri su “E adesso?

  1. è vero; è un problema di questione morale da un lato; dall’altro esiste un problema di manipolazione mentale di massa; c’è chi non crede all’immoralità di Berlusconi; molti lo definiscono un baluardo della libertà; e questo perchè si è creato un legame emotivo simile a quello della sindrome di Stoccolma; ovvero ci si innamora del proprio schiavista e lo si difende anche quando è evidentemente indifendibile.

    • Non so quanto pesi la ‘sindrome di Stoccolma’. Secondo me è più il frutto dell’insipienza altrui. Se esistesse un’alternativa veramente valida credo che riuscirebbe a scalzare un individuo che evidentemente non ha alcuna attitudine realmente ‘politica’. In quella balzacca compagine l’unico con qualche esperienza politica, Fini, è un individuo di una bassissima levatura morale, che ha pagato lo scotto della propria ambizione. Non ha mai fatto politica per gli ideali, quanto per se stesso e per soddisfare le proprie ambizioni: così facendo ha buttato alle ortiche proprio quel bagaglio ideale che oggi avrebbe potuto aiutarlo ad imporsi su un vecchio lascivo dittatore che invece se l’è divorato in un boccone con la forza del denaro. Se al suo posto ci fosse stato ancora Almirante, per quelli che sono i miei ricordi da bambina, il corso della Storia avrebbe preso tutt’altra piega! Ma è vero che la Storia non si fa con i ‘se’. La situazione attuale è questa, purtroppo! Il mio unico timore è che a lungo andare si incancrenisca così tanto che possano veramente scoppiare dei tumulti seri, se non addirittura una Rivoluzione. Per chi come noi ha la Fede, non resta che affidarsi nelle mani di Dio…

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