L’oscura rete che avviluppa il mondo non deve far paura: la Speranza esiste e si chiama Consapevolezza

Più di una volta in questo mio blog mi sono lasciata andare a rimembranze della mia storia e del mio vissuto personale. Cado ancora una volta in tentazione, ma solo per un istante: ricordo che spesso mio padre, fine seppur sconosciuto analista politico – per un suo vezzo direi quasi autocensorio – spesso mi faceva notare come l’inizio delle ostilità contro il suo ‘idolo’, il Duce Benito Mussolini, si dovesse far risalire a decisione unanime dei poteri massonici, che si sentivano minacciati da una ideologia politica che in buona sostanza minava i loro interessi e soprattutto i loro bassi intenti più della semplicistica risposta comunista. L’osservazione mi è sempre apparsa pertinente. Non che io condivida in tutto la sua visione di fervente estimatore del modello mussoliniano. Non mi piace il folklore, l’impostazione maschilista della società, la discriminazione razziale, ma riconosco che senza dubbio alcuni provvedimenti legislativi (soprattutto in materia di politica sociale) attuati dal Fascismo di Mussolini sono quanto di più avanzato le democrazie europee abbiano conosciuto, dai tempi della Rivoluzione Francese. Ad esempio, la scelta politica di imporre alle banche private di depositare il 60% del loro capitale alla Banca d’Italia. Questa disposizione di legge preservava i piccoli risparmiatori dal rischio di fallimento e, in un modello in cui l’iniziativa privata del singolo indipendente aveva indubbiamente molte più possibilità di successo di quanto non sia ai nostri giorni, in fondo finiva per tutelare la Nazione tutta. Naturalmente le varie lobbies massoniche non potevano guardare di buon occhio un regime che le esponesse a tali rischi e, concludeva mio padre, iniziarono a fargli la guerra, prendendo a pretesto le mire coloniali dell’Italia (che francamente anch’io non capisco perché dovevano essere perseguite, visto che a differenza di altri paesi dalla vetusta tradizione coloniale, come ad esempio l’Inghilterra, l’Italia si macchiava del reato di provvedere le popolazioni ‘conquistate’ di infrastrutture ed insediamenti industriali).

Dunque fu la massoneria a decidere di liberarsi di Mussolini? A questa domanda dovrebbero rispondere gli Storici: io non lo sono e non mi permetto di formulare un pronunciamento autorevole. Tuttavia posso comunicare la mia opinione positiva in tal senso. Per quella che può essere la mia umile capacità di giudizio e discernimento, anch’io sono convinta che nella massoneria si celi un grande pericolo per la sussistenza del progresso civile ed umano stabilito a prezzo di grossi sacrifici in secoli di diatribe e scontri non solo intellettuali. Oggi le proteste di piazza in Europa reclamano a gran voce una possibilità di riscatto contro lo strapotere delle lobbies finanziarie che altro non sono che il braccio operativo delle logge massoniche internazionali. Nel mondo arabo forse manca la consapevolezza, ma le cause scatenanti della protesta ritengo siano le medesime. Il che vuol dire che qualunque movimento politico deve confrontarsi con questo oscuro interlocutore. Il problema è che, trattandosi per l’appunto di un interlocutore oscuro, il confronto non è mai paritario e sempre rischioso solo per una delle due parti dialoganti, guardacaso sempre la stessa. Ricordo ancora a me stessa come un certo personaggio che ora credo ambisca ad ergersi quale faro locale di integrità politica e morale (tralasciamo qualunque commento in proposito) in seno ad un movimento che ha la stessa pretesa a carattere nazionale, mi confidò che la sua prima mossa dopo essere stato contattato per assumere una certa visibilità politica territoriale era stata fare richiesta di ammissione nel tessuto massonico. Erano importanti perché ‘muovevano voti’. Ergo, bisognava farsi conoscere in quel consesso, collaborare, se necessario affiliarsi. A quale fine? Assicurarsi la carriera politica. Ritengo questo esempio paradigmatico. La massoneria è un cancro, il vero cancro che affligge secondo me tutto il pianeta. Qualcuno tempo fa mi fece notare che Garibaldi era un massone. Ribadisco che non sono uno Storico e non posso pretendere di esibirmi in un pronunciamento autorevole a riguardo. Sollevo però questa obiezione. Garibaldi ha combattuto (fattivamente, non pro forma) per sostenere i diritti degli umili ed in particolare per creare nell’Italia fino a quel momento autorevolmente definita una ‘espressione geografica’ uno Stato Nazionale Unitario. L’Unificazione Italiana è stata la premessa indispensabile perché si potessero porre le basi per affrontare concretamente la cosiddetta Questione Sociale: ad oggi l’esperienza non ha ancora sortito effetti soddisfacenti anche perché alcuni passi concreti (dovuti ad un Mussolini che forse sotto questo punto di vista andrebbe rivalutato) sono stati cancellati dalle politiche liberiste. Può anche darsi che Garibaldi fosse massone, anche se secondo me il suo carattere era agli antipodi della fredda razionalità che ispira il carattere massonico, ma il suo operato alla fine ha portato a dei risultati in aperto conflitto con le aspettative e le oscure trame massoniche. A riprova del fatto che, come sono e resto convinta, l’invisibile intervento della Provvidenza Divina nella Storia consente di trarre da tutto il meglio ed anche di volgere in bene ciò che in partenza bene non è. Come ribadisce la saggezza popolare, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Posto che sono altrettanto fermamente convinta del fatto che la massoneria abbia collegamenti con le basse sfere più che con le Alte (da un punto di vista teologico) ritengo che una prima seria e concreta opera di normalizzazione del consesso mondiale obiettivamente inquinato da troppi elementi negativi potrebbe consistere in questo: gli Stati, ricuperata la propria sovranità tramite l’operato attivo dei cittadini -non più sudditi di un invisibile potere, ma Uomini capaci di autodeterminarsi- dovrebbero sancire ciascuno nelle proprie costituzioni che la Legge bandisce fattivamente la massoneria e vieta a qualunque suo membro non solo di candidarsi a rappresentare il popolo, ma anche di assumere qualunque ruolo dirigenziale. Se i quadri dirigenti di qualunque livello vengono ripuliti da queste metastasi forse sarà più facile combattere il cancro e magari non ci troveremmo con l’incongruenza di un Centrosinistra che per ultimo, quando fiuta aria di cambiamento, appoggia i quesiti referendari, salvo di fatto fare marcia indietro (piuttosto che addormentarsi sugli allori bisognava fare seriamente opposizione e presentare proposte di legge che concretamente interpretassero l’indirizzo emerso dalle urne!) e poi lasciare a d’Alema il compito di soccorrere un Centrodestra in crisi. Se entrambi sono servi del potere massonico questo atteggiamento non desta alcuna meraviglia.

In uno scenario così apparentemente fosco io, forse ingenuamente, ma non credo, continuo a vedere un elemento positivo di speranza: la Primavera Araba, la Primavera Spagnola e l’Estate Greca sono segni di una rottura importante. Un’assunzione di consapevolezza che, forse lentamente ma inesorabilmente, va dilagando, grazie anche al prezioso contributo di Internet. In questa assunzione di consapevolezza e nelle capacità degli Uomini degni di tale nome che desiderano rimanere tali io vedo la chiave di volta per la salvezza, l’opportunità che dal mio punto di vista è concessa dalla Provvidenza. Riportare l’Uomo al centro del mondo e la Sua Dignità di essere vivente fatto ad Immagine di Dio e non declassato al rango di merce economica è l’unica soluzione dei conflitti e delle crisi che oggi ci tolgono la serenità. La Speranza c’è, esiste, basta essere fermi. Non piacerà alla Massoneria, ma questa, come diceva Falcone della Mafia, è un fenomeno umano (in questo caso direi ispirato da riferimenti diabolici, quindi ancora più vulnerabile) e, come tale, prima o poi avrà una sua inevitabile conclusione. Ultima citazione personale: è inutile che vi agitiate, tanto sempre il Signore vince. Questa volta cito mia nonna.

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